10 Gennaio 2019

La storia del Yamaha T Max

T Max simbolo di vita

 

Fin dal primo giorno che è stato lanciato sul mercato il T Max ha totalmente scombussolato la concezione di scooter grazie alle prestazioni ed alle sensazioni quasi al pari di una moto.

Per molti il passaggio dallo scooter tradizionale allo sportivo T Max è stato quasi un’obbligo dettato dalla voglia e dall’emozione di approcciarsi in modo diverso al concetto stesso di scooter da strada.

Il primo modello di T Max è nato nel 2001 e fu progettato con telaio e sospensioni di netta impostazione motociclistica ma che allo stesso tempo riuscivano a garantire la stessa comodità e facilità di guida di uno scooter classico.

Motore bicilindrico parallelo a carburatori di 499 cc di cilindrata che resterà invariato per ben due generazioni, inscatolato all’interno del telaio che ha offerto a molti che lo hanno scelto una potenza ed una sportività senza pari, accelerazione immediata ed ottimo allungo.


I cerchioni sono da 14 pollici ma con misure diverse, come una moto offrendo una sicurezza ai massimi livelli anche nella guida sportiva, il tutto coadiuvato da un freno a disco anteriore.

La trasmissione finale è a catena sempre per seguire l’idea moto, il peso arrivava a 199 chilogrammi.

Dopo due anni di successi incontrastati la casa madre presenta il nuovo modello, siamo nel 2004, l’alimentazione diventa elettronica, all’avantreno viene aggiunto un secondo freno a disco egli steli passano da 38 a 41 mm di diametro aumentandone la precisione, la sportività e la sicurezza.

Viene aumentato anche il diametro della ruota posteriore che passa da 14 a 15 pollici con un pneumatico maggiorato da 160/60.


Per quanto riguarda il design estetico, il T Max resta con le forme tondeggianti come il primo modello che comunque a quel tempo erano molto amate.
Passano altri quattro anni ed il successo del T Max non fa registrare rallentamenti continuando ad essere lo scooter in vetta a tutte le classifiche di vendita.

Il 2008 rappresenta per il T Max uno slancio ancora più forte contro la concorrenza, viene presentato il nuovo modello con un telaio ancora più leggero in lega di alluminio, viene maggiorata anche la ruota anteriore che passa ai 15 pollici come la posteriore e gli steli passano a 43 mm di diametro.

Ovviamente il peso complessivo cala aumentandone il fattore prestazionale e lo stile subisce una netta evoluzione con le forme ancora più slanciate e che offrono più confort e copertura al pilota.

Il T Max nonostante la concorrenza spietata diventa un simbolo di come si devono intendere le due ruote, la casa madre dopo molti rumors che preannunciavano un cambiamento anche nella cilindrata del motore ma che non erano mai stati confermati presenta il nuovo T Max con un motore bicilindrico di 530 cc e passando la trasmissione da catena a cinghia riducendo di gran lunga il fattore manutenzione.

Questa volta passano ben 4 anni, sempre pieni di successi ed affermazioni, siamo nel 2012 e la casa madre presenta il nuovo modello con un nuovo gruppo ottico che accresce ancor di più la personalità aggressiva del proprio scooter.


Specchietti più lunghi e alti e la strumentazione cambia, vengono adottati due elementi circolari dalla grafica sportiva con retroilluminazione di color rosso.
Anche il posteriore cambia, lo stop inclinato di forma piatta lascia il posto ad un posteriore a punta con lo stesso stop adottato per la R1 con le frecce sempre a punta che lo affiancano ai lati.

Arriviamo al 2015 quando viene presentato il nuovo modello con il design estetico che resta invariato ma con molte innovazioni, arriva il faro full led sempre acceso, all’avantreno approdano gli ammortizzatori a steli rovesciati come nelle moto e le pinze freno a fissaggio radiale che vanno ad operare sul doppio disco da 267 mm.


Arriva anche la smart key con incorporato l’antifurto immobilizer, utilizzata già ampiamente nel mercato automobilistico ma assoluta novità nel mercato degli scooter.

Passano altri due anni e arriviamo all’ultima evoluzione, questa volta la casa madre presenta ben tre modelli distinti, TMAX, TMAX SX e TMAX DX che si distinguono fra di loro per i vari accessori.

Il modello SX e il DX offrono il Dual mode ovvero la possibilità di scegliere la tipologia di guida fra quella cittadina (T) e quella sportiva (S) e questo grazie all’adozione dell’acceleratore elettronico YCCT (Yamaha Chip Controlled Throttle).

Viene dotato di cruise control e controllo di trazione TCS (disinseribile), viene ridisegnato completamente il telaio rendendolo molto più rigido con un forcellone più lungo calando il peso.

Passa pochissimo tempo ed esce anche il modello speciale TMAX SX Sport Edition.


Giunti a questo punto la domanda è di rigore, cosa dovremo aspettarci in futuro dalla Yamaha?

Come riuscirà a stravolgere e migliorare ancora di più il nostro amato T Max o Timmy per tutti gli appassionati?
Non ci resta che attendere.

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